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PIAGHE DA DECUBITO: conoscerle per prevenirle

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Le piaghe da decubito, meglio definite lesioni da pressione, sono delle lesioni che si instaurano in seguito ad una prolungata pressione del corpo o di un oggetto (coperte, gesso, tutore etc…) sulla zona di insorgenza, la cute ( 24-48 ore) per la presenza di alcuni fattori predisponenti:

- obesità o eccessiva magrezza

- tendenza anatomica alla sporgenza delle ossa, anche in presenza di peso forma corretto;

- presenza di incontinenza urinaria o intestinale

- ridotta mobilità

- prolungato mantenimento di una stessa posizione

- cute piuttosto sottile e delicata

- gonfiore degli arti inferiore (gambe) o degli arti superiori (braccia)

- macerazione cutanea

- presenza di diabete, alvo diarroico, patologie neurologiche (Alzhaimer, Parkinson, demenza senile etc..), infezioni micotiche;

1. Meccanismo base di insorgenza di una lesione da pressione

Il motivo base dell’instaurarsi di una lesione da pressione, senza caratteristiche personali/ anatomiche apparentemente predisponenti sono principalmente imputabili al mantenimento di una stessa posizione ( seduta, semiseduta, supina, etc…) per molte ore durante la giornata.

Il nostro organismo è composta da una struttura ossea, coperta con strato muscolare e cutaneo.

Nel momento in cui il nostro corpo risiede per lungo tempo su un supporto morbido o rigido come può essere un materasso, un cuscino di un divano o poltrona, una sedia rigida o meno, si crea una compressione della cute e dei muscoli, tra le ossa all’interno del nostro corpo e il supporto sul quale siamo poggiati; tale pressione prolungata determina la formazione di una lesione.

Infatti, le zone maggiormente colpite sono le vertebre del sacro, le sporgenze ossee del bacino, l’estremità del femore, il malleolo, il gomito, l’estremità ossea nella spalla, la zona posteriore del capo, le orecchie, la mascella, a seconda della posizione assunta.

La presenza di caratteristiche proprie fisiche o di patologie transitorie o croniche aumenta la possibilità di insorgenza di lesioni.

1a. Prevenzione

Naturalmente la prevenzione più efficace è cambiare posizione il più frequentemente possibile, meglio ogni 2 ore: dalla posizione supina a quella laterale destra, poi sinistra, poi in posizione seduta o semiseduta e cosi via a rotazione.

2. Principali consigli per prevenire o evitare di complicare un’iniziale lesione

Naturalmente se ad una ridotta mobilità del corpo aggiungiamo un problema frequente negli anziani come l’incontinenza temporanea o cronica, la progressione è ancora più rapida.

La presenza di incontinenza urinaria o intestinale temporanea o permanente è una condizione che favorisce molto l’istaurarsi di una lesione da pressione, sia per quanto riguarda la zona colpita ( glutei e mucose genitali) frequentemente sottoposte ad una pressione, sia per quanto riguarda la frequente emissione di urina e di feci; tali fattori determinano in ordine:

- eccessiva umidità della cute

- macerazione della cute

- desquamazione della cute

- arrossamento ( I stadio di lesione da pressione)

- arrossamento eccessivo fino alla rottura dei primi strati cutanei, con o senza sanguinamento.

Dalla presenza di un arrossamento eccessivo l’aggravamento è ancor più rapido, quindi la prevenzione deve essere messa in atto precocemente, visto che lo scatenarsi di tale lesione può avvenire anche solo dopo 24 - 48 ore.

2a. Prevenzione

- Effettuare cure igieniche molto accurate, il più frequentemente possibile, meglio ad ogni perdita;

- Asciugare molto bene la zona, soprattutto sulle pieghe cutanee;

- Utilizzare talco normale o mentolato in quantità adeguata su cute ben asciutta (porre attenzione in caso si utilizzo di quest’ultimo su mucose irritate da macerazione o infezione micotica, poiché provoca sensazione di bruciore)

- Cambiare posizione il più frequentemente possibile, meglio ogni 2 ore: dalla posizione supina a quella laterale destra, poi sinistra, poi in posizione seduta o semiseduta e così via a rotazione;

- Applicare crema idratante a base di zinco al 10% solo in presenza di arrossamento anche lieve, facendola assorbire completamente altrimenti:

il prodotto non agisce

si crea umidità nella zona

quindi peggioramento della lesione e formazione di micosi;

- NON UTILIZZARE sostanze alcoliche a scopo preventivo sulla cute;

- NON UTILIZZARE creme idratanti, lenitive o a base di zinco, alcol o sostanze alcoliche, talco o qualsiasi altro prodotti spray SU CUTE LESA o lievemente sanguinante;

- NON SOVRAPPORRE l’applicazione di più sostanze sulla stessa area (es. talco e crema);

- Rivolgersi ad un infermiere per un immediato rimedio preventivo, anche alla comparsa di rossore che non migliora con l’applicazione di crema a base di zinco, saprà indicarvi un rimedio più idoneo in base alle caratteristiche della persona;

- Non acquistare rimedi su suggerimento del medico o del farmacista, in quanto non competenti su tecniche di prevenzione e cura delle lesioni da pressione (vedi articolo Ferite, medicazioni e disinfettanti ), la soluzione è spesso più semplice e meno dispendiosa;

In caso di incontinenza urinaria o intestinale temporanea ( a causa di infezioni, alterazioni cognitive momentanee, allettamento obbligato etc…) è possibile l’applicazione dispositivi urinari o intestinali differenti a seconda dei casi, che impediscono il contatto delle feci e delle urine sulla cute, naturalmente in via temporanea ( 2-3 giorni). Naturalmente per tale valutazione è necessario contattare un’infermiere, che valuterà la possibilità di utilizzo di tali presidi infermieristici.

Nei casi di incontinenza intestinale o urinaria cronica, la valutazione è più complessa quindi è impossibile dare dei consigli in modo schematico.

3. Evoluzione di una lesione mal curata o trascurata

Una lesione di II stadio determina già un’intenso fastidio e dolore, nonché una cura che può durare da 1 a diversi mesi, poiché degenera con estrema facilità ed è particolarmente soggetta ad infezioni: può complicare in lesione di III o IV stadio.

Tali trattamenti determinano un impegno economico importante, ma variabile poiché:

- devono essere trattate con procedura sterile ( per essere più comprensibili, una procedura sterile è simile a quella dei interventi chirurgici ambulatoriali, con tecniche e materiali differenti)

- necessitano di una pulizia delle ferita ed una preparazione alla medicazione con materiale sterile (costo da 3,50 a 7,00 € a cambio medicazione* )

- necessitano di medicamenti a tecnologia avanzata sterili ( costo dai 4,00 ai 45,00 € a cambio medicazione*)

- necessitano di un controllo a partire da 1 volta al mese con tampone colturale della ferita (costo ticket SSN)

- la frequenza delle medicazioni può andare da 7 volte a settimana (ferite di III e IV stadio) a 2-3 volte a settimana ( ferite di II stadio), naturalmente a seconda delle caratteristiche della lesione, della zona colpita, del tipo di medicamento utilizzato e dai fattori predisponenti di cui abbiamo parlato fino ad adesso, che rallentano la guarigione: non esiste previsione standard.

Per questi motivi è sconsigliato il fai da te o il rivolgersi a personale non infermieristico ( anche se il personale medico può sembrare per il solo fatto di possedere un titolo importante, più esperto in questo ambito), poiché si rischia:

- acquisto di materiale non indicato, con evidente dispendio economico

- contaminazione della ferita

- peggioramento della lesione.

*il costo del materiale sopra riportato si riferisce a prezzi riservate a professionisti, molto inferiori rispetto all’acquisto in farmacia.

Con questo articolo abbiamo fornito un’infarinatura del meccanismo di insorgenza delle lesioni da decubito ( problema che coinvolge soprattutto la fascia degli anziani) con lo scopo di promuovere la prevenzione.

Spesso noi infermieri ci troviamo a gestire questo tipo di problema presso il domicilio degli utenti purtroppo dopo che, per mille motivi, è stato gestito nel modo peggiore.

La causa principale è sempre l’inadeguata informazione e la proposta del fai da te, anche da parte dei medici, farmacisti, senza parlare delle prescrizioni ospedaliere post-ricovero alquanto sconcertanti.

Il nostro corpo non è un insieme di pezzi meccanici, non esiste un manuale da imparare o imitare per gestirlo, quindi sempre meglio affidarsi al personale adeguato.

Ass. Anassimandro

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