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L'artrosi: l'importanza della riabilitazione fisioterapica

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L’artrosi, chiamata anche osteoartrosi, è una malattia cronica che colpisce le articolazioni (artropatia), di tipo degenerativo, ovvero che porta alla progressiva perdita delle componenti anatomiche che formano le articolazioni. Interessa principalmente il rachide (le vertebre) e le articolazioni degli arti, ed è caratterizzata dalla perdita della cartilagine articolare, che viene sostituita da nuovo tessuto osseo; ciò provoca dolore ed una limitazione nei movimenti.

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Chi colpisce maggiormente?

Le persone anziane.

Quali sono le strutture più frequentemente interessate dall'artrosi?

- colonna vertebrale

- anca

- il ginocchio

- dita delle mani e dei piedi.

Quali sono i sintomi?

Principalmente il dolore: esso insorge dapprima solo durante il movimento della zona colpita, specialmente dopo una immobilità di parecchie ore, quindi specialmente dopo o durante il sonno, con carattere lancinante.

Nelle fasi più tardive compare anche a riposo, ed è profondo e male localizzato, favorito da un precedente abuso articolare o da cambiamenti meteorologici.

Inoltre compare una rigidità dell’articolazione specialmente al mattino, che solitamente dura per pochi minuti, al massimo mezz’ora.

Infine, la limitazione dei movimenti, che può ripresentarsi ogni qualvolta si riacutizza la malattia e negli stadi avanzati, ed è dovuta ad una contrazione della muscolare locale collegata, che si scatena come difesa dal dolore.

È proprio quest’ultimo aspetto che viene spesso erroneamente trascurato.

Perché si scatenano questi sintomi?

Il corpo umano ha una grande capacità adattativa, reagisce al dolore o ad un qualsiasi altro trauma con meccanismi di difesa che gli permettono di mettersi in protezione; questi meccanismi sono :

- la rigidità articolare

- l’accorciamento muscolare

- i compensi ovvero tutti quei movimenti che automaticamente facciamo per evitare di compiere il movimento che ci provoca il dolore.

Questi meccanismi possono scomparire autonomamente una volta che il dolore è svanito, ma ciò può avvenire solo se la situazione dolorosa è durata per un periodo limite.

Nel caso in cui la situazione dolorosa si riproponga ripetutamente e in maniera prolungata, come nel caso delle patologie croniche e progressive , questi meccanismi sono costantemente sollecitati.

Quindi il nostro corpo rimane in “protezione” anche dopo una terapia antidolorifica o antiinfiammatoria e ad ogni ripresentarsi dei sintomi dolorifici questi meccanismi vengono incrementati provocando così un aumento progressivo di rigidità , contratture e compensi.

Di conseguenza col passare del tempo il dolore “cammina” andando a coinvolgere parti e zone che sono invece sane e senza problemi.

Questo è un aspetto fondamentale da considerare quando si affronta una patologia cronica come l’artrosi, poiché col passare del tempo sono proprio queste situazioni ad essere l’aspetto più disagevole della patologia.

Per fare un esempio:

In una situazione di artrosi della spalla in fase avanzata, non è tanto il dolore all’articolazione ad essere il problema principale, ma il dolore che coinvolge il resto del braccio , il gomito e la mano che sono invece zone perfettamente sane. Ciò è dovuto al discorso che abbiamo appena affrontato ; la spalla ha un problema , il braccio si mette in protezione , i movimenti si limitano , i muscoli si accorciano si creano i compensi e progressivamente ci andremo a trovare nella situazione in cui persino andare ad aprire una porta diventerà un movimento quasi impossibile da compiere e che scatenerà un dolore che coinvolgerà l’intero arto.

Qual è quindi il modo più corretto e utile per affrontare questa patologia?

Trattare la sintomatologia dolorosa con terapie antidolorifiche e antinfiammatorie com’è solito e corretto fare, ma è ALTRETTANTO FONDAMENTALE, una volta superata la fase acuta di dolore, trattare l’articolazione colpita andando a eliminare i meccanismi di difesa, quindi riportare l’articolazione al suo stato fisiologico di riposo.

Come si possono eliminare i meccanismi di difesa?

Questi meccanismi sono reazioni automatiche del corpo e per questo basterà lavorare sul corpo stesso per andare a risolverli e questo attraverso la kinesiterapia.

Con la kinesiterapia si andrà a lavorare su questi meccanismi per :

- liberare l’articolazione

- allungare i vari muscoli coinvolti

- mobilizzare l’arto interessato

- eliminare i compensi

- prevenire la progressione della patologia

Risultati

Affrontando in questo modo ogni episodio di riacutizzazione dell’artrosi, porterà alla risoluzione evitando “strascichi” che andranno a complicare l’episodio successivo: la patologia artrosica potrà essere affrontata in modo efficace e con un ottima qualità di vita.

Ma è bene ricordare che:

- questo approccio deve essere attuato ai primi segni di patologia, poiché la tempestività di intervento accorcia notevolmente il periodo di trattamento, quindi con poche applicazioni, ( che comporta di conseguenza meno costi) si possono ottenere ottimi risultati.

Al contrario invece, più tardi si interverrà con la fisioterapie e più applicazioni saranno necessarie, poiché i meccanismi da risolvere saranno ovviamente più ostici e consolidati.

- trattare questa patologia solo attraverso terapie antidolorifiche, infiltrazioni ed l’ausilio di macchinari, è solo e soltanto un PALLIATIVO, poiché agiscono solo ed esclusivamente sul dolore e infiammazione, ma non risolvono la causa del problema.

Il sintomo, in questo caso il dolore è un messaggio di allarme, che il nostro corpo ci invia per farci capire che qualcosa non va e ci aiuta, ad esempio in questo caso dicendoci che non dobbiamo fare certi movimenti.

AFFRONTARE LA SITUAZIONE SOLO DAL PUNTO DI VISTA SINTOMATOLOGICO VUOL DIRE SOLO SOPPRIMERE L’ALLARME

E’ giusto e naturale andare ad alleviare il dolore, poiché non possiamo giustamente conviverci, ma non dobbiamo assolutamente trascurare l’origine del problema.

Il modo più corretto ed efficace di affrontare la patologia artrosica è quindi di associare ogni volta terapia farmacologia e fisioterapia.

Dott.ssa Emanuela Angelicchio

Ass. Cult. Anassimandro

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