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Afa, caldo, umidità. Attenzione all'idratazione
Afa, caldo, umidità. Attenzione all'idratazione
E’ tornato il caldo nella nostra città e si riaffaccia il pericolo disidratazione.
Ogni anno l’ondata di caldo diventano sempre più intense ed aumentano i casi di ospedalizzazione soprattutto per neonati, bambini,anziani, coloro che sono affetti da patologie croniche e chi assume farmaci.
Il nostro corpo di fronte all’innalzamento della temperatura corporea, reagisce eliminando calore, principalmente con la sudorazione, meccanismo che permette di abbassare la temperatura interna, quindi quella cutanea.
Di conseguenza si ha una notevole perdita di liquidi e con questi di Sali minerali, indispensabili per la funzionalità delle cellule, quindi per l’efficienza dei tessuti e degli organi.
Per comprendere praticamente la necessità dell’organismo di idratazione, bisogna sottolineare alcuni aspetti.
I liquidi che vengono introdotti tramite l’assunzione di cibi e bevande vengono eliminati principalmente in due modi.
Innanzitutto tramite la formazione e l’eliminazione di feci ed urine, che può essere influenzata sia dall’alimentazione, sia dalla presenza di sindromi o patologie dell’apparato gastro-intestinale o urinario.
Un altro aspetto da considerare è sicuramente la quota di liquidi che perdiamo tramite evaporazione e sudorazione della cute che – anche se apparentemente impercettibile – avviene in quantità proporzionale al peso corporeo ( ad una temperatura corporea compresa tra 36° e 36,9°C ), quantità che aumenta in caso di innalzamento della temperatura interna, quindi per febbre, caldo, attività lavorativa intensa, attività fisica e diminuisce in caso contrario.
La quota di liquidi eliminati quotidianamente è più consistente di quanto si creda, ma soltanto quando ci accorgiamo di sudare, ce ne rendiamo veramente conto.
Il campanello d’allarme del nostro corpo per la necessità di reintegrare i liquidi è la sete, ma in realtà questo meccanismo indica che i liquidi presenti presenti in circolo sono ormai insufficienti, quindi che il nostro corpo sta faticando a lavorare!
Essendo la sete un campanello di allarme bisogna evitare che “suoni”, ossia ricordarsi di idratarsi a sufficienza comunque, poiché la mancanza di liquidi in circolo può portare anche ad eventi pericolosi, soprattutto per chi possiede gia patologie croniche, per chi assume farmaci e per le persone anziane.
I sintomi della disidratazione sono stanchezza, diminuzione della pressione arteriosa, giramenti di testa, colorito pallido, mal di testa, astenia, si può avere confusione mentale, fino al collasso cardio-circolatorio – sintomatologia che negli anziani è piuttosto grave, poiché li espone a gravi rischi per la vita.
Riguardo gli anziani è opportuno notare che, tendono con il tempo a diminuire notevolmente l’introduzione di liquidi, poiché per loro il meccanismo della sete - l’allarme del nostro organismo - è meno efficiente, quindi finiscono per disidratarsi con molta facilità.
L’abitudine a sorseggiare una bottiglia d’acqua durante la giornata, aiuta a mantenersi più idratati, eliminando il meccanismo di aspettare di “avere sete” per bere.
L’idratazione di base quotidiana, tramite l’assunzione di acqua e bevande è di 30-40 ml per kg di peso corporeo, che si riduce a 25 ml per kg negli anziani: in tutte le situazioni che determina innalzamento della temperatura corporea è necessario aumentare la quota da introdurre giornalmente.
Mantenere a mente alcune regole, evita malori e conseguenze gravi, proprio in un periodo come questo.
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POCHE REGOLE DA RICORDARE …. |
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· Assumere una
quantità sufficiente di acqua nella giornata, aumento nelle giornate di caldo,attività fisica.. |
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· Portare sempre
con sé una bottiglia di acqua fresca, da sorseggiare durante la giornata; |
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· Non esporre il
capo ed il corpo per troppo tempo al sole: indossare indumenti chiari ed in cotone; |
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· Evitare di uscire in ore particolarmente calde, in estate tra le 11:00 e le 16:00 |
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· Rinfrescarsi più
volte al giorno il viso ed il corpo, anche con docce fresche, per diminuire la temperatura corporea; |
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· Aumentare
l'introduzione di sali minerali e vitamine, tramite l'assunzione di verdura e frutta "fresca"; |
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· Evitare bevande a
base di caffeina, poiché attirano liquidi nell'intestino, rallentando l'assorbimento di liquidi introdotti; |
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· Evitare di
passare da luoghi particolarmente caldi a quelli con temperature troppo
inferiori (come profumerie, centri commerciali, supermercati, etc...); |
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· Evitare l'utilizzo di ventilatori, quando la temperatura ambientale è troppo alta; |
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· Evitare
l'utilizzo di condizionatori a temperature troppo inferiori a quelle esterne
e prediligere l'uso del deumidificatore. |
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E’ importante ricordarsi che, qualora per differenti cause ( temperature calde, febbre, influenza, nausea etc..) ci sia una mancata o ion donea assunzione di liquidi per più di 1 o 2 giorni, è possibile ricorrere all’introduzione di liquidi per via endovenosa, evitando peggioramenti e il ricorso al pronto soccorso.
Ass. Cult. Anassimandro
Infermieri - Fisioterapisti - Psicologi
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